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16 mag 2017

 

La fioraia di Deauville e altri racconti – Georges Simenon

Con La fioraia di Deauville la casa editrice Adelphi continua a proporre i racconti inediti dell' Agenzia O scritti da Georges Simenon fra un Maigret e l'altro. I quattro racconti hanno un tono dilettevole, quasi farsesco che vede protagonisti delle vicende Joseph Torrence ex braccio destro di Maigret che si è messo in proprio fondando un agenzia investigativa nel quartiere della Cité Bergère a Parigi; Émile considerato la vera mente del gruppo; la segretaria signorina Berthe e l'ex galeotto Barbet. I racconti vennero pubblicati nel 1941 sulla rivista Police-Roman poi riuniti in volume nel 1943.






Le tre barche della caletta  (Les trois bateaux de la calanque, 1941)
«Dove si dimostra che è possibile uccidere una persona in pieno giorno, in presenza di tre testimoni, senza che nessuno se ne accorga». Il racconto vede svolgersi la vicenda nell' assolata Costa Azzurra dove viene trovato il corpo di una donna in costume verde. La vittima era l' amichetta di un banchiere olandese e questo si rivolgerà alla famosa Agenzia O, ma in questa storia l'ex ispettore Torrence - titolare dell'agenzia - non appare perché impegnato in un altro caso a Deauville, invierà Émile il suo collaboratore, ovvero la mente del gruppo, insieme alla signorina Berthe la segretaria dell'agenzia, che forse causa la calura o l'ambiente vacanziero faranno sorgere sentimenti di seduzione tra i due. «Émile guardò la signorina Berthe, con cui lavorava da tre anni. E, cosa strana, si accorse per la prima volta che era graziosa e piacevolmente rotondetta». Come in certe commedie anni '40/50 i due non riusciranno a esprimere i propri sentimenti, ma dato che non erano in vacanza si impegneranno in un serio caso di omicidio, e insieme ad un curioso affiatamento, troveranno infine il colpevole. 

Les trois bateaux de la calanque
Immagine tratta da Police-Roman n° 134 du 27 juin 1941
 (Association Jacques Riviere -  Alain  Fournier)

 
La fioraia di Deauville (La fleuriste de Deauville, 1941)
Nel racconto che dà il titolo al libro c'è un aggancio alla storia precedente dove Émile alla fine del caso in Costa Azzurra verrà chiamato da Torrence che si trova nella località turistica di Deauville nel nord della Francia. Un caso difficile, dove Torrence col morale a terra non riesce a trovare una soluzione davanti a un doppio omicidio.
Il detective era stato chiamato a Deauville per sorvegliare Norma Davidson moglie di un miliardario americano, un compito affidato dal marito che si trovava in Egitto per affari. In apparenza un incarico facile: doveva evitare scandali troppo clamorosi e vigilare sui gioielli che la signora Davidson portava, e sui numerosi giovanotti che gli facevano la corte.
Una giovane fioraia, Loulou, - che si piazzava fra gli scalini di un casinò a vendere rose e garofani - verrà trovata uccisa. Era amata dai giocatori che credevano portasse fortuna «Di fiori ne vendeva pochi... Ma si diceva portasse fortuna... Passando, quasi tutti i giocatori le allungavano una banconota e le toccavano la spalla...».
Poi verrà trovato morto nella sua camera un usciere del Royal, un hotel di lusso, dove alloggiava Norma Davidson, fra i due delitti l'anello di congiunzione sarà una pistola e una sciarpa. La piccola fioraia era stata uccisa con la pistola della donna americana, mentre l'usciere era stato trovato con la sciarpa di seta della stessa donna.
La stagione estiva è al suo clou e le forze dell'ordine non vogliono spaventare i facoltosi clienti, perciò Émile e Torrence cercheranno con discrezione di risolvere il difficile caso dove c'è di mezzo un astioso conte ungherese. 

La fleuriste de Deauville
Immagine tratta da Police-Roman , n° 137 du 18 juillet 1941
(Association Jacques Riviere -  Alain  Fournier)


Il biglietto del metro  (Le ticket de métro, 1941)
Una fredda giornata invernale nebbiosa e apparentemente calma per Torrence e i suoi collaboratori, viene sconvolta dall'arrivo nell'ufficio dell'Agenzia O, di un uomo ferito a morte che dopo poco stramazza al suolo davanti alla scrivania del detective senza riuscire a pronunciare una parola a parte la frase: Il negro. Si verrà a sapere che il morto era un certo Duhourcin vicedirettore di una fabbrica di Saint-Étienne che si era recato ufficialmente a Parigi per comprare un regalo di nozze al figlio in procinto di sposarsi il giorno dopo. Ma perché si era diretto morente verso l'Agenzia O ? Voleva chiedere di indagare su qualcosa? E' perché prima era riuscito a sparare un colpo con la sua pistola verso qualcuno o qualcosa?  «Fatto sta che a una ventina di metri dalla nostra porta è stato a sua volta preso di mira e ferito a morte...». 

Le ticket de métro
Immagine da Police-Roman n° 140 du 8 août 1941
(Association Jacques Riviere -  Alain  Fournier)


Émile a Bruxelles  (Émile à Bruxelles, 1941)
Émile à Bruxelles
Immagine da Police-Roman
n° 143 du 29 août 1941
(Association Jacques Riviere -  Alain  Fournier)
Questa volta Torrence ed Émile si devono occupare di un caso dove è coinvolto un ladro di pellicce. Un tizio chiamato Dieudonné, con una voglia di vino sulla guancia sinistra e accento belga, abborda in una sala da ballo la domestica dell'altezzoso signor Frecourt, un facoltoso uomo che lavora nell'ambiente del cinema.
Fra un bicchiere e l'altro verrà a sapere dalla domestica di una pelliccia di visone pregiato appartenente alla moglie del signor Frecourt, e chiederà alla donna di prendere la pelliccia: gli avrebbe fatto piacere di vedergliela indossata senza nulla addosso in una camera d'albergo. Poco dopo l'uomo fuggirà con la pelliccia e i vestiti della donna.
Secondo Torrence ed Émile questa storia non ha nulla di appassionante, ma il signor Frecourt stranamente tiene a quell'indumento, e soprattutto paga bene, perciò incaricherà i due investigatori per rintracciare il ladro e la refurtiva. Si recheranno a Bruxelles sulle tracce dell'uomo dalla voglia di vino, ma trovare un uomo con questa voglia particolare si rivela difficile in una grande città, e una volta trovato casualmente Dieudonné affermerà di essere a sua volta stato derubato da sua moglie Liske fuggita con la pelliccia e un fermacravatta con rubino. 
Simenon era diffidente verso i produttori cinematografici, gli “imprenditori della pellicola”, con cui ebbe a che fare e che gli spedivano assegni a vuoto dalle sue collaborazioni, oltre a questo racconto e in diversi romanzi come Il testamento Donadieu i produttori descritti sono tutti destinati al fallimento.



Le copertine di Loustal

Da evidenziare le appariscenti copertine di questi volumi pubblicati da Adelphi, illustrate dall'artista parigino Jacques de LOUSTAL. Nato a Parigi nel 1956. Ha lavorato come illustratore per la pubblicità e i media. Gran parte delle sue opere si orientano verso uno stile fumettistico. Ha già creato dei volumi illustrati su altre opere di Simenon.



Vedi anche l'ultimo libro della serie
Il club delle vecchie signore



Gli altri articoli precedenti dedicati ai libri della serie


L'uomo nudo e altri racconti 











Lo strangolatore di Moret e altri racconti











La scheda bibliografica su  Archivi di Uruk






  • Il libro 

LA FIORAIA DI DEAUVILLE
Adelphi 2017
160 pagine











La fioraia di Deauville

ISBN : 8845931668
Pagine : 160
Editore : Adelphi 2017

RISVOLTO
«Sui calzoncini corti la signorina Berthe, che a suo dire non aveva nient'altro da mettersi, aveva indossato quello che lei definiva un copricostume: una sorta di vestaglietta che la faceva apparire ancora più svestita, poiché era chiusa solo da un bottone sul davanti, all'altezza della vita, e i lembi si scostavano a ogni passo facendo risaltare le cosce nude. «Insomma, uno strano posto e una strana atmosfera per un'inchiesta poliziesca! Non c'era niente che potesse evocare una sciagura. Eppure una giovane donna, che fino a due giorni prima si godeva l'estate mediterranea e prendeva la tintarella...».












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1 commento :

  1. Uh, stavolta mi sono perso l'uscita: grazie della dritta ;-)

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