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27 ott 2015

 

Storia degli spettri di Massimo Scotti | Fantasmi, medium e case infestate fra scienza e letteratura

Fantasmi e case infestate nel corso dei secoli fra scienza e letteratura

"Vorrei sapere se tu pensi che i fantasmi esistano davvero ed abbiano un loro aspetto e una qualche capacità d'azione, oppure come esseri inconsistenti vengono visti solo dalle nostre paure" chiede Plinio a Licinio Sura, suo amico, nelle epistole fra il 96 e il 113 dc. "Io mi sento di credere alla loro esistenza riguardo all'episodio che ho sentito sia capitato" e racconta la storia di una casa infestata da spettri. Mentre Madame du Deffand intorno al 1740, confidente dello scrittore Hugh Walpole autore del romanzo capostipite del gotico Il castello d'Otranto, a una domanda simile rivolta dall'autore "Voi credete ai fantasmi ?" lei rispose "No. Ma ne ho paura".

Walter Woodbury’s Photographic Amusements, 1896



E' in questo clima che si muove il libro di Massimo Scotti Storia degli spettri, (Feltrinelli) ma dato l'argomento anche i lettori si possono dividere fra credere e non credere. L'autore da parte sua cerca, con un certo scetticismo, di essere super partes in questa avventura nei secoli fra spettri, fantasmi, e falsi medium che affollarono poi le cupe salette oscure dall'800 in poi.

Ci prende per mano e ci racconta a ritroso come nei capitoli L'invenzione dell'aldilà la nascita del Purgatorio nella cultura medievale per "modulare la rigidità della struttura ultraterrena" creando una sorta di lucroso rapporto fra la Chiesa, il mondo dei vivi e quello dei morti, cercando di dare un ordine alle confuse e antiche credenze che circondavano l'esistenza e l'aldilà.

Vengono citate opere letterarie e documenti che trattano le varie tipologie di entità e i vari personaggi in contatto con gli spiriti, facendo considerazioni anche di tipo logistico dove "in mancanza di un luogo riconosciuto gli spiriti delle storie contadine errano in spazi marginali: cimiteri periferici, grotte o bocche dell'inferno", oppure narrando un insolito caso di revenants nella Francia del Trecento su un fantasma apparso in una camera da letto di una bella fanciulla.


llustration by James McBryde for M. R. James's story
Illustration by James McBryde for M. R. James's story

Gli intellettuali del '700 si accaniscono contro il sapere esoterico tenuto nascosto che toccò anche il filosofo Kant e il suo nemico, il mistico medium e chiaroveggente svedese Emanuel Swedenborg con le sue visioni deliranti di spiriti, anime dei defunti e altri esseri di natura angelica che descrisse nei suoi volumi. Kant li ritenne pieni di assurdità e nel suo libello Sogni di un visionario afferma cautamente che “la ragione umana non è fornita di siffatte ali per poter fendere le alte nubi che velano ai nostri occhi i segreti dell'altro mondo”.



Mrs Veal di Daniel Defoe

Oltre ai "nobili spiriti cosmologici" ci sono anche storie di fantasmi più comuni che venivano alla luce da narratori d'eccezione come Daniel Defoe e il caso di Mrs Veal nel 1705, dove una donna, Mrs Veal fa visita un venerdì a mezzogiorno a Mrs Bargrave, ella aveva una gran voglia di vedere la sua amica prima di fare un viaggio e dopo qualche conversazione la prega di scrivere una lettera al proprio fratello uscendo frettolosamente. Il giorno dopo, un sabato, la Bargrave non può uscire di casa. Il lunedì si reca dai parenti della Veal ma scopre che la donna era già morta il venerdì precedente proprio a mezzogiorno. Quindi le era venuta a farle visita il suo fantasma.

Secondo Defoe che conosceva la Bargrave il racconto era autentico, ma ad un analisi Scotti ci fa notare che potrebbe essere una costruzione letteraria. Il giorno del decesso è un venerdì, per i cristiani giorno della morte di Gesù, il lunedì, giorno della scoperta del decesso, si riferisce al culto dei trapassati. Anche nei nomi si nota una stranezza: Bar-grave come ostacolo alla sepoltura, o bara vuota, mentre per Mrs Veil un assonanza con veil, velo o donna velata.

All'inizio del racconto Defoe sottolinea che la storia è veramente accaduta con "particolari da poter indurre ogni persona ragionevole a prestargli fede". Ma in mezzo alla narrazione l'autore vi inserisce la citazione di un opera sull'aldilà di un religioso francese Charles Drelincourt del 1651 che all'epoca era molto letta. I maligni vi videro una sorta di pubblicità occulta visto che le vendite di quel libro nell'edizione inglese non andavano bene.

Questo fatto ci introduce nell'epoca d'oro della ghost story e dell'industria culturale che incominciava a muoversi. Autori come Nodier, Radcliffe, Walpole, Dickens e altri descrissero vari tipi di spettri nelle loro storie sempre a un pubblico affascinato da queste storie.

Illustration Hints and observations by Harry Houdini- Flick I.Archive
Un illustrazione dal libro curato da Harry Houdini "Hints and observations for those investigating the phenomena of spiritualism" ( 1918) che smascherava alcuni trucchi dei medium.


Falsi medium e sedute spiritiche

Interessante la parte dedicata ai medium e alle sedute spiritiche che ebbero scalpore nell' America delle sorelle Fox , l'inizio del moderno spiritismo, e poi in Europa che nascevano in successione, diventando una sorta di moda che coinvolgeva nobili e scienziati. Molti però si improvvisarono per lucrarci e questo dilagare creò sospetti, tanto che vennero create delle società che investigarono su questi fenomeni, di cui si occupò anche il mago Houdini in contrasto poi con il razionale Conan Doyle che credeva in questi fenomeni specie dopo i lutti del figlio e della moglie.

L'autore fa notare un insolita analogia fra Dickens che non credeva ai fantasmi ma che ne scriveva, mentre Conan Doyle - che vi credeva fermamente - non accennò mai nei suoi romanzi l'argomento, a parte il suo saggio sullo spiritismo, cadendo poi nella beffa delle foto delle fate di Cottingley.


Altri capitoli sono dedicati anche alla fotografia medianica e alle loro falsificazioni, le apparizioni di spettri durante la prima guerra mondiale, lo spiritismo in Italia contrastato fra Cesare Lombroso e la medium Eusapia Palladino  e i fantasmi nel diritto civile su casi di abbandono delle  dimore infestate che ai fini dei proprietari non erano considerate redditizie, nonostante l'argomento possa sembrare ironico la cosa veniva presa seriamente e si portava il problema davanti agli avvocati, di cui si accenna anche nel racconto di Pirandello La casa del Granella.

Si fanno esempi di scienziati, quindi di pensiero razionale, che si lasciano affascinare dalle apparizioni e da questi casi, forse per fini scientifici, ma che non abbandonano del tutto le convinzioni su ciò che vedono e se questo possa essere reale o no, cercando anche di usare i medium stessi per i loro esperimenti.

storia- degli- spettri- cover

Nel volume poi si da seguito all'evoluzione di questo fenomeno nell'epoca moderna con diramazioni verso la psicanalisi di Freud e le teorie di Jung, la parapsicologia e la metamorfosi degli spettri nella letteratura, il cinema e la televisione accennando a serie tv classiche come Il segno del comando, Belfagor, e Angels in America

Il saggio è interessante, serio e dettagliato con un approfondita bibliografia, e cerca di appassionare il lettore curioso con riferimenti a testi e racconti della letteratura del genere. Alla fine del libro si ha una visione più completa, quasi didattica su spettri e fantasmi che oggi vediamo al cinema o in letteratura e che in fondo riprendono tematiche antiche quanto le paure dell'uomo stesso. 

La storia dello spiritismo moderno – scrive Scotti - inizia da una casa stregata quella delle sorelle Fox e qualcosa ci suggerisce che le case stregate continuano a manifestare i loro segreti sotto forma di fenomeni inspiegabili.
Concludendo che la figura del fantasma rappresenta l'immagine di ciò che si è perduto, qualcosa a cui un corpo è stato sottratto.


Vedi anche l’articolo
Racconti di spettri
del 1812





  • Il libro



Storia degli spettri   

Feltrinelli 
2013
410 pagine










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